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Data: 14/01/2021

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO. ATM INTENZIONATA A SANZIONARE L'AUTISTA CON L'OMBRELLO FOTOGRAFATO DALLA VIAGGIATRICE

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO. ATM INTENZIONATA A SANZIONARE L'AUTISTA CON L'OMBRELLO FOTOGRAFATO DALLA VIAGGIATRICE

Filt Cgil - Fit Cisl - Uiltrasporti e Ugl autoferro: «I dipendenti dell’azienda ATM utilizzano l’ombrello anche quando debbono fare il pieno ai mezzi nel piazzale aziendale sprovvisto di qualsivoglia copertura. Forse manca, da parte dell’ente affidatario, il coraggio che ha avuto la signora che ha scattato le foto, perché a nostro parere ci sono tutti, ma proprio tutti, i presupposti per invitare questa azienda a cambiar settore» GUARDA IL SERVIZIO TRASMESSO DA RAI TGR MOLISE 


Quello che temevamo è successo. La segnalazione di una viaggiatrice che, mettendoci la faccia, ha deciso di rendere pubbliche le condizioni in cui è costretta a viaggiare per recarsi al lavoro a Campobasso, ha prodotto l’effetto di un richiamo disciplinare, da parte dell’azienda, verso l’incauto autista che utilizzando il proprio ombrello ha inteso ripararsi dall'acqua piovana mentre guidava, non avvertendo la centrale operativa dell’azienda stessa e ostacolando di fatto la tempestiva sostituzione del mezzo in questione.

A nostro avviso tutta questa faccenda dimostra, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, l’inadeguatezza e la tracotanza di una azienda che, in barba ad ogni tentativo di miglioramento di un importante e strategico servizio pubblico, non tiene né ai propri utenti e ancor meno ai propri dipendenti.

I dipendenti dell’azienda ATM utilizzano l’ombrello anche quando debbono fare il pieno ai mezzi nel piazzale aziendale sprovvisto di qualsivoglia copertura; i sedili lerci e bagnati fotografati dalla signora, che non smetteremo mai di ringraziare per avere segnalato con innegabile efficacia una questione che noi denunciamo da anni; la vetustà di mezzi che compriamo a prezzi di realizzo da regioni più evolute della nostra; le bizzarre dichiarazioni del titolare dell’azienda che, in occasione di una recente intervista televisiva, incalzato dal conduttore di una emittente televisiva regionale, ammette candidamente che lui «non salirebbe mai su un suo autobus perché mancano le condizioni minime di sicurezza».

Ebbene questi sono tutti fatti che la centrale operativa aziendale conosce perfettamente. Nessun attore, dalle istituzioni pubbliche alle prefetture, può dire di non sapere quanto sia anacronistica la gestione del TPL nel Molise.

Abbiamo reso pubbliche e denunciato le cattive abitudini di aziende che non vogliono adottare la vendita telematica dei titoli di viaggio mettendo a repentaglio la salute di dipendenti ed utenti infischiandosene dei rischi che la non osservanza della distanza di sicurezza che tutti i DPCM ci invitano ad adottare; la mancata affissione delle certificazioni degli interventi di sanificazione di ogni mezzo, la carente distribuzione dei dispositivi di sicurezza ai lavoratori; la mancata formazione sulle novità sopraggiunte nei documenti di valutazione del rischio di ogni azienda; la mancanza del distanziamento a bordo con le continue lamentele degli operai molisani che quotidianamente si recano nella zona industriale di Atessa; questi sono tutti fatti conclamati.

Essere arrivati agli onori della cronaca nazionale per argomenti del genere ci aiuta a proseguire sulla strada intrapresa, perché siamo nel giusto! Ecco perché rinnoviamo il nostro ringraziamento alla viaggiatrice che ha denunciato e diamo la nostra totale solidarietà ad un autista che con senso del dovere e tra mille difficoltà ha portato al lavoro i suoi sventurati compagni di avventura.

Di queste “centrali operative” il Molise non ha bisogno, quello di cui ha bisogno è un salto di qualità che ci avvicini al resto d’Italia. Forse manca, da parte dell’ente affidatario, il coraggio che ha avuto la signora, perché a nostro parere ci sono tutti, ma proprio tutti, i presupposti per invitare questa azienda a cambiar settore.   


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