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Data: 30/10/2022

TRASPORTO PUBBLICO: DALLA CGIL MOLISE E DALLA FILT CGIL ABRUZZOMOLISE IL VIA LIBERA AL BANDO DI GARA EUROPEO, MA SU ATM IL SINDACATO CHIAMA IN CAUSA LA REGIONE: «NON CI SONO PIU' SCUSE E ALIBI, SI REVOCHI LA CONCESSIONE»

TRASPORTO PUBBLICO: DALLA CGIL MOLISE E DALLA FILT CGIL ABRUZZOMOLISE IL VIA LIBERA AL BANDO DI GARA EUROPEO, MA SU ATM IL SINDACATO CHIAMA IN CAUSA LA REGIONE: «NON CI SONO PIU' SCUSE E  ALIBI, SI REVOCHI LA CONCESSIONE»

Intanto il Fondo Priamo (che gestisce la previdenza complementare del settore), rispondendo ad una formale richiesta avanzata dalla Filt Cgil, produce l'attestazione concernente l''omesso versamento (sin dal 2013!!) da parte di Atm dei contributi della previdenza integrativa (quota lavoratore, quota azienda e TFR)  per un ammontare complessivo di 540mila euro. Scattata la segnalazione da parte della stessa Filt all'Ispettorato Nazionale e Territoriale del Lavoro, ma anche all'Inps e alla Regione. L'illecito, se accertato e confermato dagli Enti preposti, impedirebbe il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (D.U.R.C.) -  GUARDA I SERVIZI ANDATI IN ONDA SU RAI TGR MOLISE - TELEREGIONE MOLISE - TLT MOLISE - TVI MOLISE


La riforma del trasporto pubblico locale in Molise che si materializzerà attraverso l'espletamento di una gara europea a procedura aperta dalla quale scaturirà l'affidamento dei servizi di trasporto extraurbano per 9 anni e fino al 2031, ha fatto registare il via libera della Cgil che in una conferenza stampa tenutasi sabato scorso presso la Camera del Lavoro di Campobasso, ha spiegato i motivi che inducono a sostenere la necessità di dover cambiare pagina rispetto ad un settore ingessato per decenni da affidamenti diretti e da concessioni più volte prorogate nel tempo ad imprese che senza mai confrontarsi con il mercato, hanno offerto, da un lato, un servizio scadente alla collettività e, dall'altro, pessime condizioni retributive e lavorative al personale.

29 OTTOBRE 2022 CGIL MOLISE

Ad illustrare la posizione della Cgil in una sala in cui erano presenti anche i lavoratori del settore, Il Segretario della Camera del Lavoro Paolo De Socio, il Segretario della Filt Cgil AbruzzoMolise Franco Rolandi, il responsabile dell'Ufficio Vertenze e Legale Lucia Merlo e l'Avvocato Giuseppe Di Vito, i quali sono entrati nel dettaglio del capitolato di gara e, nello specifico sull'allegato 3 che attiene i criteri e sistema di valutazione delle offerte (vedi allegato).

Innanzitutto è stata categoricamente smentita l'ipotesi di una gara europea al massimo ribasso, ipotesi circolata non a caso in questi giorni da parte di chi sta cercando di tirare la volata a qualche impresa locale, creando facili allarmismi sia nell'opinione pubblica che tra i lavoratori del settore. Il criterio di aggiudicazione di una gara al massimo ribasso, è andato infatti in pensione già da diverso tempo, sostituito dal nuovo codice degli appalti con la formula dell'offerta economicamente più vantaggiosa espressamente prevista dall'art 95 , comma 3 del D.Lgs.vo n.50/2016 cui si ispira il bando europeo predisposto dalla Regione e che al comma 1 dell'allegato 3 del Capitolato, prevede l'attribuzione di un massimo di 25 punti per l'offerta economica (25%) e un massimo di 75 punti per l'offerta tecnica (75%) per un punteggio complessivo di 100 punti. Nel dettaglio l'offerta tecnica contempla l'Organizzazione e la qualità del servizio offerto (max 30 punti), l'Organizzazione e la gestone delle officine (10 punti), le Risorse umane (max 15 punti), i Servizi all'utenza (max 20 punti). E proprio nell'offerta tecnica sono state recepite alcune delle istanze e dei suggerimenti prodotti dalle parti sociali nella fase di confronto propedeutica alla pubblicazione del bando e tra i essi spiccano le clausole di salvaguardia ovvero l'attribuzione di punteggi aggiuntivi alle imprese che garantiranno la conservazione del posto di lavoro oltre i limiti di legge o a quelle che assicureranno la regolarità nei versamento dei contributi (relativamente alle ultime cinque annualità 2017 - 2021) al Fondo PRIAMO ovvero al fondo di previdenza complementare dei lavoratori del settore e questo al netto degli sviluppi sulla vicenda ATM/FONDO PRIAMO sulla quale ci soffermeremo in seguito.

Di particolare rilevanza soprattutto rispetto alle attuali inefficienze e agli attuali disservi all'utenza, sono le premialità nel punteggio previste alle imprese che offriranno garanzie nell'organizzazione e gestione del personale e nei servizi all'utenza (sistemi di informazione, assistenza e sorveglianza ai viaggiatori - biglietterie automatiche ai capolinea e ai nodi di scambio - servizi e dispositivi per utenti diversamente abili ecc.).

In base alla documentazione pubblicata sul sito dalla Regione (elenco attuali imprese e classificazione dipendenti) e fornita dalle imprese che espletano oggi il servizio, sarebbero circa 460 i lavoratori interessati da questo bando europeo concentrati per oltre il 70% nelle due imprese maggiori ovvero ATM che ha dichiarato di avere in forza 170 dipendenti e la SATI che ne ha invece 159. Dalla stessa lista spicca inoltre che 25 delle 29 imprese hanno meno di 10 dipendenti e ben 16 meno di 5.

ATM: AGLI STIPENDI NON PAGATI SI AGGIUNGE IL MANCATO VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE - Un altro tema affrontato in conferenza stampa attiene l'annosa questione della mancata regolarità del pagamento delle retribuzioni da parte della società Atm Spa. Il sindacato ha evidenziato che persistono ad oggi ancora situazioni di irregolarità e ritardi nella corresponsione degli stipendi e non tutti i dipendenti hanno ricevuto la retribuzione di settembre per non parlare di coloro che attendono il pagamento di alcune mensilità che risalgono agli anni precedenti. A questa assurda situazione occorre aggiungere anche l'omesso versamento (sin dal 2013!!) da parte di Atm dei contributi della previdenza integrativa (quota lavoratore, quota azienda e TFR)  per un ammontare complessivo di 540mila euro. Alla definizione di questo importo si è arrivati con la certificazione degli importi non versati e quindi non investiti prodotta dallo stesso Fondo Priamo a seguito di una formale istanza avanzata dalla Filt Cgil .

A seguito di questa certificazione la Filt Cgil Molise ha provveduto ad effettuare lo scorso 20 ottobre una denuncia/segnalazione con contestuale istanza di intervento per omesso versamento al Fondo di Previdenza complemetare da parte di Atm Spa, interessando l'Ispettorato Nazionale e Territoriale del Lavoro, ma anche l'Inps e la Regione. Nella nota si pone in evidenza che l’omissione commessa in via continuativa dalla Azienda di Trasporti Molisana S.p.A., costituisce un rilevante illecito che impedisce il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (D.U.R.C) e con obbligo di intervento accertativo di recupero da parte degli Enti preposti. L’illiceità di tale comportamento, prosegue la nota prodotta dalla Filt Cgil, è confermata nel parere dell’INL del 17.2.2020 n. 0001436 Registro Ufficiale.

IL PARCO AUTOBUS VA RINNOVATO ANCHE PER IL TRASPORTO URBANO DI CAMPOBASSO, ISERNIA, TERMOLI E LARINO - Infine è stato affrontato il tema del rinnovo del parco autobus per le realtà molisane nelle quali viene effettuao il trasporto pubblico di tipo urbano. Nonostante infatti le continue sollecitazioni da parte delle Organizzazioni Sindacali, l’ultima delle quali ad opera della Filt Cgil, risale all’inizio dell’estate scorsa quando imperversava come si ricorderà il problema della mancanza di condizionatori funzionanti a bordi dei mezzi, tra l’istituzione regionale e le amministrazioni comunali di Campobasso e Isernia, non sembra esserci dialogo rispetto alla necessità di ammodernare il parco autobus circolante.

Se è vero infatti che la Regione seppur in ritardo rispetto ai tempi inizialmente ipotizzati sta garantendo la messa in esercizio di complessivi 280 autobus che andranno a sostituire da qui al 2023 l’attuale parco mezzi circolante al fine garantire il trasporto regionale, la stessa garanzia non possiamo assicurarla per il trasporto urbano dove sia nel caso di Campobasso che per Isernia lo scenario è drammatico

E’ il caso di rammentare che al netto delle recenti immissioni di nuovi mezzi,  appena il 17% dei circa 500 autobus circolanti in Molise, risponde ad una classificazione Euro 5/Euro 6 parametri che stanno ad indicare il basso impatto ambientale. E la situazione è pressoché identica se circoscrivessimo l’analisi al solo trasporto di tipo urbano e dalla quale emerge che degli 85 autobus impiegati in Molise per il Tpl urbano (ovvero nelle città di Campobasso, Termoli, Isernia e Larino), appena il 18,8% è classificato Euro 5/Euro 6 a fronte di un dato nazionale che è pari al 52,5% e che rispetto alla fonte PNMS 2018, è nel frattempo sensibilmente migliorata negli ultimi 4 anni soprattutto rispetto all’incidenza dei mezzi elettrici che in Molise in termini percentuali (è il caso di ricordare) è pari a zero.

Ancora più drammatica appare la situazione nel capoluogo di Regione, dove sono appena 7 gli autobus circolanti classificati Euro 5 con il più nuovo tra essi che è stato immatricolato circa 10 anni fa (fonte Comune di Campobasso). Mediamente gran parte degli autobus che assicurano il trasporto urbano in città ha già percorso più di 800 mila Km. Ben 17 dei 29 autobus indicati nella procedura per l’affidamento dei servizi di TPL urbani su gomma nel Comune di Campobasso, sono classificati Euro 3 e in base a quanto previsto dal Decreto Infrastrutture, non potranno più circolare dal 2024 (ovvero tra poco più di 12 mesi).

Per quanto attiene la realtà del capoluogo di Regione, siamo ancora in attesa di conoscere gli sviluppi del bando di gara predisposto dal Comune e le cui lungaggini al momento e come unica conseguenza hanno determinato    reazioni di immobilismo da parte dell’attuale gestore, un’azienda totalmente e volutamente assente e indisponibile ad affrontare spese e investimenti sapendo che all’orizzonte vi è la prospettiva di un bando di gara che potrebbe determinare l’affidamento dei servizi ad un’impresa diversa. E’ altresi imbarazzante il silenzio dell’amministrazione comunale rispetto soprattutto ai disagi e ai disservizi che gli utenti e gli autisti sono costretti a subire.

E se per Isernia la situazione si presenta più o meno allo stesso modo, ancora più ingarbugliata appare la vicenda di Termoli per la quale tardano ad arrivare gli investimenti promessi soprattutto sul parco autobus e c’è ancora un grande punto interrogativo sul project financing affidato alla società GTM e sul quale incombe il parere di illegittimità da parte dell’autorità anticorruzione (ANAC).

L’auspicio è che, mettendo da parte le beghe politiche, regione e amministrazioni comunali ne quali è previsto il servizio di trasporto urbano possa prevalere il dialogo costruttivo per trovare una soluzione a questo problema non irrilevante e che dal 2024 in assenza di riscontri,  diventerà davvero esplosivo.

 

 


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