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Data: 22/12/2019

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, SINDACATI «INACCETTABILE PER L’ABRUZZO IL MANTENIMENTO IN ESSERE DI UNA SPROPORZIONATA QUANTITÀ DI MICRO-IMPRESE»

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, SINDACATI «INACCETTABILE PER L’ABRUZZO IL MANTENIMENTO IN ESSERE DI UNA SPROPORZIONATA QUANTITÀ DI MICRO-IMPRESE»

Le segreterie regionali Filt Cgil - Fit Cisl - Uiltrasporti e Faisa Cisal criticano l'operato della Giunta Marsilio che con la Delibera regionale 756/2019 ha fissato le modalità per l'affidamento dei servizi extraurbani ed urbani di trasporto pubblico locale su gomma PRELEVA LA DELIBERA DGR n. 756 del 29/11/2019  -  RASSEGNA STAMPA


«Le organizzazioni sindacali  Filt Cgil - Fit Cisl - Uiltrasporti e Faisa Cisal si sono impegnate unitamente agli autoferrotranvieri d’Abruzzo affinché si procedesse in un riordino del sistema di gestione del servizio di trasporto pubblico locale della nostra regione». Con questa premessa i segretari regionali Rolandi, Angelucci, Murinni e Lizzi hanno voluto aprire una nota indirizzata al Presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, al Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, ma anche a tutti i consiglieri regionali e alle stesse associazioni datoriali Asstra e Anav

«Questo impegno - continuano i quattro segretari - si è in parte concretizzato prima con la nascita della Società Abruzzese Unica di Trasporto TUA spa (che ha riunito le precedenti tre società pubbliche regionali) nel corso del 2015 e, successivamente, anche con la definizione del “Contratto di Servizio” in-house con la TUA spa per una percentuale di circa il 65% dei servizi offerti ai cittadini (cfr. deliberazione n. 539 del 29.09.2017) . Restava quindi escluso dal “Contratto di Servizio” sopracitato il restante 35% dei servizi in proroga a delle concessioni rilasciate, nel tempo, ad oltre 40 aziende di trasporto caratterizzate nella stragrande maggioranza da un esasperato “nanismo” imprenditoriale (evidenziando, le stesse, un livello di occupazione medio di circa 0.75 unità/cad.)».

«Appare evidente - affermano Filt - Fit- Uiltrasporti e Faisa - che un tale stato di fatto impedisce un corretto riordino dell’offerta di trasporto ai cittadini in termini quali-quantitativi e rappresenti un ampio spazio in cui, ai lavoratori impegnati, vengano negati molti dei più elementari diritti a cominciare dall’applicazione del contratto collettivo nazionale di settore. Conseguentemente si auspicava un processo che, analogamente a quanto accaduto per il pubblico, favorisse le aggregazioni anche tra le imprese private consentendo alle stesse di acquisire i requisiti industriali ed economici necessari a partecipare alle gare, così come si sta delineando in altre regioni d’Italia dove i processi aggregativi hanno consentito di raggiungere importanti risultati in materia di maggiori investimenti, di riordino del sistema tariffario e di riprogrammazione dei servizi in funzione dell’esigenze dell’utenza. Ci si aspettava in definitiva che proprio il passaggio dal regime delle “concessioni” a quello degli affidamenti assicurasse anche l’occasione per conseguire un riordino del numero dei concessionari così da favorire un accresciuto livello dimensionale delle società affidatarie con conseguente aumento della qualità dei servizi in un contesto di rispetto dei diritti degli utenti e dei lavoratori. Invece ci si è indirizzati verso una vasta pluralità di vettori non caratterizzati da un medesimo “brand” che creerà confusione e disorientamento nei confronti dell’utenza».

«Abbiamo sollecitato ripetutamente - precisano i segretari regionali di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Cisal - l’apertura di un confronto di merito in particolare rivolgendoci al Sottosegretario D’Annuntiis il quale, nonostante le rassicurazioni, non è stato affatto conseguenziale. La Giunta Regionale ha licenziato la Delibera 756 avente ad oggetto: ”Individuazione dei lotti e delle modalità per l’affidamento dei servizi extraurbani ed urbani di Trasporto Pubblico Locale su gomma, in attuazione del regolamento (CE) n.1370/2007 così come modificato dal Regolamento (CE) n. 2338/2016”  in continuità peraltro con quanto impostato dalla precedente Giunta RegionaleTale provvedimento, nel confermare all’interno del bacino unico regionale i bacini di mobilità L’Aquila/Teramo per 19.558.179 km. e Chieti/Pescara per 25.895.612 km., programma ben 18 affidamenti diretti e 5 affidamenti mediante gara portando così a 24 il numero complessivo dei gestori del trasporto regionale urbano ed extraurbano su gomma cui si aggiungono due vettori su ferro».

«Va evidenziato - puntualizzano Rolandi, Angelucci, Murinni e Lizzi - che, com’è noto, la Regione Abruzzo non ha al suo interno una struttura funzionalmente strutturata per eseguire verifiche puntuali e costanti rispetto alla regolarità dell’esercizio, al livello qualitativo dei servizi resi, nonché alla corretta applicazione di quanto disciplinato nei capitolati di gara con particolare riferimento agli aspetti legati al mantenimento dei livelli occupazionali attraverso una efficacie clausola sociale per la quale le parti sociali attendono ancora un urgente confronto di merito con l’Ente Regione. Inoltre anche rispetto alle ulteriori imprese (oggi concessionarie) che non avranno l’opportunità né di partecipare alle gare né di avere l’assegnazione di un lotto di servizi cosiddetto “sottosoglia”, non è dato sapere quali garanzie occupazionali verranno assicurate ai dipendenti delle suddette società. Questo “dumping” nel settore viene inoltre alimentato oltre che dalla scelta della Giunta Regionale di procedere con i sopra richiamati 24 diversi affidamenti, anche da quelle attuate mediante la propria Società Abruzzese Unica di Trasporto TUA spa che, parallelamente, sta procedendo in sub-affidamenti di percentuali del proprio servizio in-house senza obbligare i sub-affidatari all’applicazione dei Contratti di Lavoro di settore ed all’utilizzo di mezzi idonei in una logica di esclusivo massimo ribasso».

Il combinato disposto di queste iniziative sta determinando in definitiva:

  • lo svilire dei concetti posti alla base del “riordino del sistema del trasporto pubblico abruzzese”;
  • il mantenimento in essere di una sproporzionata quantità di micro-imprese, obbligando, al contempo, le poche aziende dignitosamente strutturate, ad affrontare le incognite e i rischi connessi alle gare;
  • un’offerta di servizi qualitativamente differenziati nel proprio territorio (con ovvia ulteriore penalizzazione delle aree interne) a scapito dell’utenza e degli “addetti ai lavori”.

«Vi è inoltre da segnalare - proseguono i sindacati - che la citata Delibera di Giunta n.756 giustifica le eventuali modifiche rispetto alla quantità degli stessi servizi minimi erogati in relazione ad una ipotetica “capacità di contribuzione pubblica tenendo conto dei minori trasferimenti statali delle risorse del Fondo Nazionale Trasporti”.  In realtà la quota di contribuzione riconosciuta all’Abruzzo, derivante dal Fondo nazionale dei trasporti, si è stabilizzata in circa 131 mln€, mentre risultano negli ultimi anni FORTEMENTE ridotte le risorse che proprio la Regione Abruzzo destina come integrazione al suddetto Fondo Nazionale essendo passati da 51.500.000€ del 2014 a 45.227.000€ del 2018».

Per quanto sopra, - concludono le segreterie regionali - ritenendo di poter a pieno titolo rivendicare la titolarità e la competenza nel trattare una materia che occupa circa 2000 lavoratori in regione ma che soprattutto dovrebbe garantire con pari condizioni e dignità l’esercizio del diritto alla mobilità dei cittadini, denunciamo la mancanza di un confronto di merito che veda il contestuale coinvolgimento delle Associazioni datoriali in indirizzo e delle scriventi  parti sociali al fine di confermare principi che riteniamo debbano essere fondanti per una progettualità del trasporto pubblico al passo dei tempi.

Ci poniamo, ancora una volta con spirito di collaborazione, a disposizione di tutti gli stakeholders interessati ad approfondire i temi sopra esposti.


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