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Data: 16/07/2022
Testata Giornalistica: IL CENTRO

A24-A25: le cifre d'oro dietro il braccio di ferro Dai ricavi dei pedaggi (580 milioni negli ultimi 4 anni) alle maxi spese di gestione Mantenerle costa 110 milioni l'anno: ma per Anas spunta un bonus di 60 milioni

PESCARA Qual è la cifra d'oro in ballo? Quale fiume di denaro c'è dietro il braccio di ferro? E cosa spinge Governo e Anas a dichiarare guerra a Strada dei parchi? Le risposte sono scritte, nere su bianco, nelle carte che accompagnano il Decreto legge anti-Sdp.Cifre con molti zero riempiono le pagine di uno degli atti più importanti dello scontro in atto per gestire le autostrade A24 e A25 che collegano l'Abruzzo a Roma. Prendi i pedaggi, per esempio, e scopri che quei 370 chilometri di asfalto e caselli, hanno prodotto ricavi per 580 milioni di euro solo negli ultimi quattro anni. Ma c'è anche un'altra cifra da capogiro che, stando al decreto, l'Anas può pretendere dalla società dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto: la bellezza di 748.862.503 euro calcolati sommando le rate annuali di 55 milioni dal 2015 al 2030 previste dalla concessione per A24/A25.L'Anas non fa sconti: rivuole questi soldi. Ed è scritto in modo chiaro sulla relazione che accompagna il Decreto inviato a Camera e Senato per convertire in legge lo sfratto di Strada dei parchi dalla gestione dell'infrastruttura di montagna, costosa come nessun'altra autostrada d'Italia e per di più esposta, più delle altre, ai rischi del terremoto e all'erosione atmosferica. Ma torniamo alle cifre cercando di far quadrare i conti che in realtà non sono quelli riportati nell'atto che fa da viatico al Decreto legge, i cui effetti per ora sono stati sospesi dal Tar Lazio, a cui si è rivolta Strada dei parchi, e saranno valutati nel merito tra pochi giorni, il 27 luglio prossimo. Ma se da un lato Anas, attraverso il governo, chiede quei 748 milioni, una cifra enorme perché comprende persino gli anni a venire, fino al 2030, data della scadenza naturale della Concessione, e lo fa ricorrendo a decreti ingiuntivi, dall'altro lato c'è un tribunale, quello civile di Roma che, nello scorso mese di marzo, dà lo stop alle pretese di Anas e, basandosi su un pronunciamento della Corte Costituzionale, introduce il principio della compensazione tra il dare e l'avere.Ad Anas che avanza pretese sulle ultime tre rate scadute, per un totale di 165 milioni di euro, si può contrapporre Sdp che, a sua volta, ha diritto a 452 milioni di euro, perché anticipati di tasca propria rinunciando all'aumento dei pedaggi, che altrimenti sarebbero schizzati alle stelle, e intervenendo in modo sostanziale per sistemare le emergenze strutturali che gli anni hanno causato alle due autostrade.Il saldo, come si diceva, tra il dare e l'avere, è quindi a favore della società abruzzese. È strada dei Parchi che deve avere da Anas e non il contrario.Il conto è presto fatto: 452 milioni di euro vantati da Sdp meno i 165 rivendicati da Anas corrispondono a 287 milioni che spettano alla prima. E a dirlo è un tribunale. Ma non c'è traccia di tutto ciò nella lunga relazione al Decreto del governo finito al centro della guerra per le autostrade abruzzesi. Nello stesso atto introduttivo però spuntano molti altri grandi numeri, come quelli interessanti sui costi e i ricavi. Cifre che completano il quadro dei milioni che, usando una metafora, viaggiano lungo l'A24 e l'A25. Tra tutte, quella certamente più singolare che spalanca ad Anas le porte dell'autostrada è la concessione di un prestito di ben 60 milioni di euro che, di fatto, le permetterebbe alla fine di chiudere in pareggio l'anno, senza rischiare più di tanto. A pagina 21 della relazione viene anche spiegato nel dettaglio il motivo di quest'altro fiume di denaro pubblico: «Al fine di quantificare l'onere di 60 milioni si rileva che lo stesso è stato determinato sulla base di valori previsionali». Ovvero? Per rispondere a quest'ultima domanda entrano in ballo altre cifre a sei zeri riportate nel documento.La prima ci svela quanto costa al concessionario gestire l'A24 e l'A25 in termini di lavori e personale da stipendiare. La spesa media annuale è 110 milioni. Valeva per Sdp e vale per Anas, seppure quest'ultima abbia dovuto per ora riconsegnare alla società di Toto le chiavi delle due autostrade, in virtù del ricorso al Tar di cui si diceva. Ma se, come è accaduto in questo caso, il contatore delle spese parte da luglio i mesi che restano da coprire sono soltanto sei, ed ecco il perché dei 60 milioni. E per il 2023? Per l'anno prossimo, dice il governo, le spese saranno più che compensate ad Anas dal caro-pedaggi: 150 milioni di euro l'anno.

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