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Data: 04/09/2022
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO
    IL MESSAGGERO

Bypass ferroviario, Giulianova si ribella Il progetto dell'alta velocità tra Alba Adriatica e Roseto taglierebbe fuori una delle stazioni riferimento in provincia

GIULIANOVA Ha creato notevole allarme in città la notizia della creazione di un bypass ferroviario per l'alta velocità tra Alba e Roseto che taglierebbe fuori la stazione di Giulianova. A prendere posizione è stato per primo Gianluca Grimi, presidente di Assoturismo regionale aderente alla Confesercenti. «Per quanto mi riguarda - ha dichiarato- sono favorevolissimo al potenziamento del trasporto ferroviario e delle linee ad alta velocità, ma il bypass da Alba Adriatica a Roseto, visto così come è, ad altro non porta che ad escludere totalmente la provincia di Teramo dall'alta velocità ferroviaria. Mi domando: allora Teramo e la sua provincia, la cui stazione di riferimento è Giulianova, è o non è una destinazione? Se si, allora il progetto è sbagliato, se no allora che lo si dica chiaramente. Quello che si evince dalla progettualità del by pass così concepito è che l'opera da un miliardo di euro, con 10 km di gallerie, 4 km di viadotti e soli 2 km a raso, insisterà sul nostro territorio senza apportarne alcun beneficio e, anzi, andando a declassare la linea esistente. In sintesi ciò significa escludere la provincia di Teramo ed utilizzare il maggior bacino turistico adriatico dopo Rimini semplicemente come piattaforma di transito e stop. Solo 2 giorni orsono i nostri territori costieri sono rimasti allagati e alcune zone tagliate fuori dalle comunicazioni».
LE PROPOSTE
E Grimi continua: «Non sarebbe meglio spendere quel miliardo per rifare tutti i sottopassi da Martinsicuro a Silvi? Non sarebbe utile mettere in sicurezza fonetica il territorio? E perché non pensare all'interramento della linea? Di fatto, si sta parlando di un bypass di 16 km in cui i treni viaggerebbero a 180 km orari anziché i 130 attuali. Ebbene: quanti minuti si guadagnano in 16 km a quella velocità? Tre? Quattro? Perché questi sono i timing. Riflettiamo a fondo prima di sdoganare un progetto così impattante. Il corridoio transeuropeo adriatico vede l'Abruzzo come snodo centrale, ma lo vede solo nel Pescarese. Per quale motivo una regione che ha 137 km di coste contro i 160 delle Marche dovrebbe avere solo una stazione di riferimento contro le 3/4 della regione Marche? Ma occorre anche uscire dalla pur importantissima questione turismo e chiedersi perché una grande azienda ora dovrebbe investire nel teramano con la prospettiva di rimanere isolata dai collegamenti. Occorre chiedersi se le aziende esistenti saranno contente di rimanere isolate».
SOTTO TERRA
L'onorevole Giulio Cesare Sottanelli, in corsa per la lista Calenda-Renzi ha dichiarato: «Se questo fosse davvero il progetto sarebbe sbagliato meglio allora l'interramento della ferrovie che risolverebbe il problema delle città della costa divise in due». Sull'argomento c'è una nota del Pd il quale ricorda come «la stazione di Giulianova che sarebbe così relegata a poco più di una fermata intermedia di una qualsiasi linea urbana. Si ricorda che la stazione di Giulianova è strategica e centrale come nodo intermodale tra la linea adriatica e quella verso Teramo-L'Aquila».

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