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Data: 24/08/2023
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO

Ferrovia, caccia ai fondi per raggiungere la quota degli 8 miliardi A tanto ammonta il finanziamento necessario per realizzare l'opera

L'AQUILA Il progetto di velocizzazione della tratta ferroviaria Pescara-Roma infiamma il dibattito regionale e il tema delle risorse necessarie per il completamento della maxi opera, da circa 8 miliardi di euro, è quanto più attuale. La discussione, che si preannuncia come uno dei terreni di scontro più duri della campagna elettorale per le regionali del 2024, si riaccende dopo la notizia della firma del verbale di intesa che prevede l'interramento del tratto ferroviario che ricade nel territorio comunale di San Giovanni Teatino. «Un importantissimo passo in avanti», secondo l'amministrazione comunale e la Regione Abruzzo. Il governatore Marco Marsilio ha voluto ringraziare Enrico Dolfi, esperto tecnico del presidente della Regione per quanto le infrastrutture ferroviarie, «per essere stato capace non solo di mettere attorno a un tavolo l'amministrazione comunale, Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Italferr, ma anche di aver condotto un confronto che ha portato risultati positivi per il progetto insieme a benefici per l'intera comunità di San Giovanni Teatino».
DIBATTITO - Si resta ora in attesa dell'avvio del dibattito pubblico, a cui seguirà la conferenza di servizi: solo una volta terminato questo iter procedurale si arriverà alla gara d'appalto. Sul piano politico tuttavia prosegue lo scontro tra maggioranza e opposizione. Al centro delle polemiche resta la questione legata alle modalità di finanziamento, dopo l'uscita della direttrice Roma-Pescara dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). All'inizio del mese, in occasione di un incontro con i rappresentanti delle Regioni, sono stati confermati i fondi dal ministro per le Politiche di Coesione e per il Pnrr, Raffaele Fitto. Il governo ha dunque assicurato che grazie alla sostituzione della fonte di finanziamento, l'opera andrà comunque avanti. Lo ha rimarcato anche il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario pagano, presidente della I commissione Affari Costituzionali della Camera. «Si tratta di un'opera che per noi rappresenta la priorità: ci batteremo affinché una infrastruttura così importante venga completata; è fondamentale che venga finanziata, non importa da quali fonti - ha aggiunto Pagano - Per concludere un'opera di questa natura ci vogliono almeno 10 anni». Anche il parlamentare Guido Quintino Liris, capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione Bilancio al Senato, ha sottolineato la grande attenzione sul tema: «Manteniamo la barra dritta su quella che consideriamo (di concerto con il governo Marsilio, il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini e il viceministro Galeazzo Bignami) un'opera infrastrutturale strategica, che può rappresentare il salto di qualità dell'entroterra abruzzese. I fondi arriveranno dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc), laddove quelli del Pnrr hanno una scadenza molto più ravvicinata». A fare da contraltare all'ottimismo delle forze di maggioranza c'è però una posizione più dura che arriva dai banchi dell'opposizione in Consiglio regionale.
PROBLEMA - Il consigliere del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci ha infatti parlato di un «problema reale». «Di fatto i soldi non ci sono perché si è ritenuto che la Roma-Pescara non fosse una priorità - ha dichiarato Pietrucci - Andremo ad elezioni con questo risultato negativo del governo Marsilio. A fronte dei benefici che avremmo dovuto avere rispetto a una filiera che vede il centrodestra assolutamente protagonista - del resto è al governo al Comune di Pescara, dell'Aquila, in Regione, nelle Province e al governo nazionale - non abbiamo ricevuto nulla. Giorgia Meloni è stata tra l'altro eletta nel nostro Collegio, oggi è premier, ma questi benefici non li abbiamo avuti e ci troviamo ancora una volta di fronte alle classiche promesse da marinaio. Nel tempo abbiamo assistito a un disinteresse generale nei confronti di quest'opera, che è passata all'ultimo posto nell'ordine delle priorità. Credo a questo punto sia opportuno un cambio di governance a livello regionale, solo così forse si riuscirà ad avere una maggiore capacità di contrattazione con il governo regionale, abbandonando un atteggiamento di sudditanza, soprattutto su temi così importanti - ha concluso - Di certo c'è che la Sanità e le infrastrutture rappresentano i fallimenti più grandi di questo governo e gli abruzzesi sono stanchi dei "diremo" e "faremo"».

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