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Data: 07/05/2021
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO

Fs sbloccherà 7 opere nei prossimi due mesi 130 mila i nuovi posti. Battisti: con i fondi Ue cambierà l’assetto logistico del Paese Salini: necessario accelerare sulla realizzazione delle opere

«Lo Stato che controlla l’impresa non è il futuro» Recovery, cura del ferro


ROMA «Nel giro di due mesi sbloccheremo sette cantieri in tutta Italia che daranno lavoro a 130 mila persone». Lo ha assicurato l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, intervenendo al webinar di MoltoEconomia andato in streaming ieri sulle testate del gruppo Caltagirone Editore (Messaggero, Mattino, Gazzettino, Corriere Adriatico, Quotidiano di Puglia). Rispondendo al numero uno del gruppo di costruzioni Webuild, Pietro Salini, che aveva appena chiesto di accelerare sull'avvio delle opere, Battisti ha spiegato: «Salini ha posto un tema non banale, quello dell'accelerazione della messa a terra delle gare per poi dare il calcio di avvio ai cantieri». Il riferimento è in particolare a sette opere, sparse un po' in tutta Italia: ci sono per esempio la tratta ferroviaria Fiumefreddo-Letojanni in Sicilia e la Apice-Orsara sulla Napoli-Bari. «Sette cantieri - ha continuato Battisti - che entro i prossimi due mesi saranno attivi e quindi avranno una ricaduta importante dal punto di vista occupazionale: saranno oltre 130 mila i posti di lavoro con una straordinaria leva di crescita di Pil. Oggi il Paese ha assoluto bisogno di Pil e questo è un esempio di come noi possiamo incidere, indipendentemente dal Recovery Plan. Già nel 2020 - ha proseguito l'amministratore delegato delle Ferrovie - abbiamo realizzato 21 miliardi di gare che metteremo a terra nei prossimi mesi e siamo stati di fatto il primo grande investitore del Paese. E oltre a questo abbiamo contabilizzato investimenti per 8 miliardi di euro».
Salini nel suo intervento aveva citato il piano «senza precedenti» sulle infrastrutture varato dal presidente americano Joe Biden che prevede investimenti per trilioni di dollari. «Dobbiamo fare delle scelte accompagnate dai soldi che tutti fanno quando vogliano realizzare un obiettivo - ha sostenuto il manager - Noi invece abbiamo questo peccato originale: facciamo dei bellissimi piani, spesso anche in anticipo sugli altri, ma poi non siamo coerenti e non mettiamo i soldi che servono per realizzarli». Salini ha invitato quindi ad accelerare sull'apertura dei cantieri, anche per creare occupazione. Quello che Webuild chiede, ha detto, è «di lavorare, di velocizzare i percorsi delle gare» perché «ogni gara che viene aggiudicata significa migliaia di posti di lavoro».
LA RETE Nel piano appena messo a punto dal governo per sfruttare i finanziamenti del Next generation Eu ci sono comunque 25 miliardi di investimenti per rafforzare e migliorare la rete ferroviaria italiana. Fondi che le Fs aspettavano per «completare quelle opere infrastrutturali che sono fondamentali per entrare in connessione con i grandi corridoi europei» e che «cambieranno di fatto l'assetto logistico del Paese», ha detto ancora Battisti, citando in particolare la Napoli-Bari che farà nascere una «unica grande aerea urbana» fra le due città. Opere che, secondo il manager, avranno un impatto significativo e genereranno 20mila nuovi posti di lavoro.
Di mobilità sostenibile ha parlato infine l'amministratore delegato di Porsche Italia, Pietro Innocenti, sottolineando che al momento le auto elettriche circolanti in Italia sono solo lo 0,2% e che quindi la strada da fare è ancora molto lunga e la transizione deve accelerare moltissimo. Il manager ha chiesto certezza sugli incentivi per le auto green e si è poi concentrato sulle infrastrutture di ricarica. Innocenti ha giudicato troppo basso l'investimento previsto dal Pnrr per la costruzione di colonnine elettriche. Nel Recovery Plan, ha notato, ci sono infatti 750 milioni per creare 21mila punti di ricarica sul territorio contro i 5,5 miliardi stanziati recentemente dalla Germania per un piano simile.

07 maggio 2021 il messaggero pnrr

«Lo Stato che controlla l'impresa non è il futuro» Recovery, cura del ferro
07 maggio 2021 il messaggero cura del ferro
 
 
 

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