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Data: 12/07/2022
Testata Giornalistica: IL CENTRO

Gli avvocati: l'ingresso di Anas manderà ko il Pil dell'Abruzzo In 94 pagine la società sfrattata dal governo traccia uno scenario devastante per il gruppo Toto

Sarà un effetto a catena: l'arrivo dell'Anas nella gestione delle autostrade A24 e A25 potrebbe persino mettere a rischio l'8% del prodotto interno lordo dell'Abruzzo, passando per centinaia di licenziamenti. Per Strada dei Parchi le conseguenze del decreto legge con cui il Governo le ha revocato la concessione autostradale possono essere devastanti, mandando in default non solo Sdp ma l'intero gruppo Toto, che in Abruzzo produce Pil.Così scrivono gli avvocati, che lanciano anche un avvertimento: il rischio di un altro effetto, boomerang in questo caso, per l'amministrazione dello Stato che potrebbero essere chiamata a rispondere di danno all'Erario, se il decreto dovesse essere annullato, e condannata a pagare un risarcimento mostruoso a Strada dei parchi. È questo lo scenario su cui fa perno il ricorso contro la decisione del Governo presentato ieri da Strada dei Parchi al Tar del Lazio. Ai giudici amministrativi, l'ex concessionaria chiede di sospendere immediatamente l'efficacia della decisione, firmata dai ministri Giovannini (Infrastrutture) e Franco (Economia) e dal premier Draghi, e di inviare le carte alla Corte Costituzionale, unica alta istituzione che può dichiarare illegittimo il decreto legge. A scrivere le 94 pagine del ricorso della società guidata dall'amministratore delegato Riccardo Mollo, sono i legali di altissimo profilo che Strada dei Parchi ha deciso di schierare in quella che prende le dimensioni della madre di tutte le battaglia. La prima firma è quella di Arturo Cancrini, principe del foro, consulente e difensore di grandi società italiane in cause miliardarie. Poi c'è quella di Massimo Luciani, a cui la ministra Marta Cartabia ha affidato la riforma del Consiglio superiore della magistratura. E ancora; Romano Vaccarella, che è stato giudice della stessa Corte Costituzionale; Vincenzo Fortunato, che è stato capo di gabinetto del ministero dell'Economia. Poi c'è Fabrizio Criscuolo, anche lui un'istituzione nel mondo accademico come i suoi colleghi. Entriamo quindi nel dettaglio del ricorso presentato da Sdp.
EFFETTO DOMINO DOPO L'ARRIVO DI ANAS Dopo aver analizzato l'atto di imperio del Governo, accusandolo anche di essere "irragionevole" e "sproporzionato", da pagina 88 il ricorso spiega perché il Tar dovrebbe sospendere immediatamente l'efficacia della decisione di revocare la concessione autostradale, disegnando un possibile effetto domino devastante per l'intero. Il primo pezzo a cadere dopo l'arrivo da venerdì scorso di Anas nella gestione di A24 e A25 sarebbe proprio Strada dei Parchi, che andrebbe incontro al pericolo di default. Questo perché, come si ricorda nel ricorso, per l'ex concessionaria i pedaggi erano pressoché l'unica fonte di entrata economica. «Ragione per cui nel breve e medio periodo, avrà enormi difficoltà nel tener fede alle proprie obbligazioni», si legge nel ricorso. L'effetto della caduta della società sarebbe fragoroso: Strada dei Parchi è infatti esposta verso i finanziatori, tra cui grandi istituti finanziari italiani e stranieri, per 388 milioni di euro e paga 30 milioni di rata semestrale. Di conseguenza, nel domino, cadrebbero centinaia di altri pezzi: tutti i dipendenti di Strada dei Parchi non assorbiti da Anas, che verrebbero licenziati, visto il default e l'impossibilità ad operare della ex concessionaria. Secondo il testo del ricorso, gli stessi lavoratori potrebbero anche avanzare azioni risarcitorie. Ma l'effetto a catena andrebbe oltre colpendo l'intero gruppo dell'imprenditore Carlo Toto, di cui Strada dei Parchi fa parte, e che da solo produce circa l'8% del Pil dell'Abruzzo.La holding, secondo i legali, potrebbe infatti risentire direttamente del default dell'ex concessionaria di A24 e A25. E in questo caso, che rappresenta lo scenario più grave, i lavoratori sono 1.700. Di consenguenza nel ricorso si prevedono«da qui ai prossimi giorni, effetti negativi irreversibili sull'economia del territorio».
IL BOOMERANG PER LO STATO Ma il domino potrebbe trasformarsi anche in un danno erariale di «ingenti proporzioni». Se infatti il ricorso di Strada dei Parchi fosse accolto, lo Stato potrebbe essere condannato al pagamento di una somma enorme, «ben superiore a quella dovuta in caso di recesso o risoluzione per fatto non addebitabile al concessionario», si sottolinea.In altre parole: usando lo strumento di imperio della revoca per «gravi inadempienze» tramite decreto legge, lo Stato potrebbe trovarsi a pagare molto di più dei 2 miliardi e mezzo chiesti dalla ex concessionaria come indennizzo.Ed è anche superfluo, a questo punto, fare un confronto tra il caso dell'A24 e l'A25 e il crollo del ponte: due pesi e due misuro. Nel primo caso, infatti, è stato contestata la «grave inadempienza», nonostante che il perito del tribunale, chiamato a valutare le opere di messa in sicurezza, avesse già scagionato la società di Toto. Mentre nella tragedia del Morandi ci sono stati il crollo e decine di morti, ma il quel caso la concessione non è stata revocata ad Autostrade per l'Italia per «grave inadempienza». L'iniquità si tocca con mano: anche di questo si parla nel ricorso.
I DISAGI PER GLI UTENTIE I PROBLEMI DI SICUREZZA Infine gli avvocati sottolineano che il decreto impugnato provocherà nell'immediato, «disfunzioni gestionali che mettono a rischio la sicurezza stradale» e quindi l'incolumità dei cittadini. Questo perché verrebbe meno «la piena operatività di una organizzazione collaudata, che possa far fronte alle esigenze, anche urgenti, che si presentano», come si legge nel ricorso. E anche se Anas assorbirà parte del personale di Strada dei Parchi, con il subentro cadrà comunque l'intera struttura dirigenziale dell'ex concessionaria». Questo, come ricordano i legali, stride ancora di più con l'intenzione del Governo di revocare la concessione per tutelare l'interesse pubblico. La parola passa al Tar.

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