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Data: 03/04/2021
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO
    IL MESSAGGERO

«Infrastrutture per il Centro Italia la ripresa del Paese inizia da qui». Il Vicepresidente di Forza Italia: «Serve un collegamento trasversale tra i due grandi porti del Centro Italia: Civitavecchia e Ancona».

Intervista a Antonio Tajani: «Una trasversale permetterebbe da Civitavecchia lo sbarco dei turisti che da lì possono andare non solo a Nord e a Sud ma anche, senza le difficoltà attuali, in Umbria e nelle Marche»


Presidente Tajani, perché il Centro Italia è cruciale più che mai?
«Anzitutto perché è la parte del Paese dove c'è la Capitale e la rinascita nazionale non può che partire da Roma. Il Centro ha regioni a grande vocazione turistica delle quali ci si è occupati finora troppo poco. Si è sempre detto: il Nord, locomotiva d'Italia, le partite Iva, le industrie... Oppure: il Sud, la fiscalità di vantaggio, i sostegni per la crescita... Tutte cose giustissime in entrambi i casi. Ma i riflettori sul Centro non si sono mai accesi come si dovrebbe».
Che cosa devono illuminare questi fari?
«La condizione delle infrastrutture in primo luogo. Mancano collegamenti orizzontali da costa a costa. Serve un collegamento trasversale tra i due grandi porti del Centro Italia: Civitavecchia e Ancona. Il primo è il più grande porto turistico italiano, il secondo è il porto di una delle regioni più industrializzate e che guarda anche ai Balcani. Una trasversale permetterebbe da Civitavecchia lo sbarco dei turisti che da lì possono andare non solo a Nord e a Sud ma anche, senza le difficoltà attuali, in Umbria e nelle Marche».

Le Marche sono l'hub del made in Italy, perciò il rilancio del porto?
«Anche per questo. Va fatto di più per promuovere il made in Italy. Il porto di Ancona adesso ha fondali troppo bassi che impediscono l'attracco delle grandi navi container. Adesso le merci dalle Marche vengono mandate allo scalo di Gioia Tauro per essere esportate. Questo trasporto incide sul costo dei prodotti e quindi sulla competitività dei distretti industriali che li realizzano».
Altro esempio di collegamento trasversale è la Fano-Grosseto.
«E' a sua volta una priorità. L'unico vero progetto che ha cercato di far crescere il Centro è stato quello del famoso quadrilatero creato dal governo Berlusconi che ha potenziato i collegamenti tra Umbria e Marche. Ma ovviamente non basta. Le potenzialità del Centro Italia, nella manifattura, nell'agricoltura, nel turismo, nell'eccellenza tecnologica e farmaceutica, e potrei continuare a lungo nell'elenco dei grandi punti di forza, non vanno distrutte ma esaltate. Grazie a un piano di infrastrutture che dovrebbe essere parte del Recovery Plan in una visione complessiva della crescita del Paese».
Si dice sempre che l'Italia Centrale è piena di tesori nascosti.
«Ed è proprio così. Sconosciuti perché inaccessibili. Assurdo che non ci sia un aeroporto importante nelle Marche. Ed è folle che nel Lazio non si sia realizzato un secondo aeroporto per i voli low cost».
Ma non c'è Ciampino?
«E' arrivato al collasso. Ha una sola pista. E' dentro la città e questo dà problemi di sicurezza. Non può gestire un traffico importante».
Lei è stato commissario Ue proprio ai Trasporti. Perché siamo indietro per esempio rispetto alla Spagna e alla Francia?
«Per i tempi biblici che ci mettiamo a costruire qualunque cosa. Ma lei sa che in Umbria c'è ancora il binario unico? E' roba da Far West. Lo snodo di Orte, la stazione di Perugia e quella di Arezzo senza il Frecciarossa sarebbero un disastro. Per fortuna l'ad delle Fs, Battisti, ha raccolto le proposte del centrodestra e di Forza Italia in particolare e ora questi scali hanno l'alta velocità. Lo stesso vale per Frosinone. Da commissario europeo hoi finanziato i lavori anche per la nuova stazione Tiburtina e per la terza corsia del Raccordo Anulare. Ma bisogna fare molto di più».
Come siamo messi con le infrastrutture digitali?
«Ci sono parti del Centro Italia senza connessione o con scarso segnale. Il Recovery Plan deve servire a mettere fondi anche per le infrastrutture digitali. E c'è il problema terremoto. Serve la proroga della legge, per farla arrivare al 2022, che dà credito d'imposta per ricerca e sviluppo per tutte le imprese di Umbria, Lazio e Marche in quanto colpite dal sisma».
La riqualificazione urbanistica serve a Roma e serve a tutti?
«Questo è un altro punto fondamentale. Bisogna rimettere a nuovo e a norma i centri storici. Far ripartire l'edilizia a Roma, e non solo qui ovviamente, sarebbe anche una battaglia per l'ambiente, con riduzione delle emissioni CO2 e risparmio energetico. Questo è il vero matrimonio tra ambiente e industria. A beneficiare della scossa di sviluppo del Centro Italia sarebbe l'intero Paese. Vince il futuro chi gioca in squadra con una visione non asfittica ma creatrice. Il Lazio e le regioni circostanti possono, devono, fungere da laboratorio dell'avvenire».

03 aprile 2021 il messaggero

 


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