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Data: 26/05/2020
Testata Giornalistica: IL CENTRO
    IL CENTRO

L'Abruzzo fa da cavia al sistema "Immuni" Con Liguria e Puglia per sperimentare la futura applicazione Traccia la diffusione della malattia: il via entro 15 giorni

PESCARA La tanto discussa app "Immuni" per dare informazioni su tracciamento e diffusione del Covid-19 sarà sperimentata in tre regioni italiane: l'Abruzzo per il centro, la Liguria al nord e la Puglia per il sud potrebbero essere le prescelte. È quanto emerso al termine di un vertice della Conferenza Stato-Regioni che si è tenuto ieri. In mattinata il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, in un'intervista a 24Mattino, ha anticipato che l'app «sarà disponibile tra 10-15 giorni, per i primi di giugno», aggiungendo che «rientra in una riorganizzazione della medicina territoriale e della medicina preventiva, un tracing importantissimo e quando sarà attivo darà ulteriori informazioni su tracciamento e diffusione della malattia». Al via libera si è aggiunto l'invio della relazione da parte del ministero della Salute al garante della privacy. Il garante Antonello Soro ha detto in una audizione che «allo stato la norma trasmessa dal governo al parlamento risponde alle richieste che avevamo fatto».Intanto, il ministero dell'Innovazione ha pubblicato il codice sorgente dell'app «delle versioni iOS e Android, il sistema di notifica delle esposizioni al virus Covid-19 che aumenterà precisione e tempestività nel ricorso a misure di prevenzione e cura». Dai documenti si vede il logo dell'app, un omino bianco in un cerchio blu. Il codice sorgente è il profilo dell'app espresso nel linguaggio informatico di programmazione. La sua pubblicazione, con il link presente sul portale del dicastero, rappresenta un'altra tappa del percorso che guarda al lancio di "Immuni".Ma di cosa si tratta? "Immuni", sviluppata dall'italiana Bending Spoons, è un'applicazione che serve per tracciare i contatti dei soggetti che risultano positivi al virus ed è uno dei punti chiave della fase 2 dell'emergenza messa a punto dal governo. Potrà essere scaricata su base volontaria e gratuitamente. L'app si basa sulla tecnologia Bluetooth low energy (Ble) che consente agli utenti di tenere un forte controllo sui propri dati. I contatti avuti con altre persone vengono tracciati, ma restano "bloccati" nello smartphone dell'utente. Immuni conserva i dati assegnando un codice identificativo temporaneo, fino a quando non si ha la certezza che la persona che l'ha installata sul proprio cellulare è risultato positivo al tampone. Il malato può dare il consenso al trattamento dei dati permettendo di rintracciare le persone con cui ha avuto contatti nei giorni precedenti e ricostruendo la cronologia dei suoi spostamenti. Secondo il ministero, la soglia di efficacia dell'applicativo si inizierà ad avere quando almeno il 60% degli italiani l'avrà scaricato e attivato sul proprio smartphone.Non mancano le polemiche politiche. «Leggo che alcune Regioni si lanceranno nella sperimentazione dell'app. Spero sia una svista perché forse non hanno avuto l'occasione di leggere la relazione Copasir. Non la scaricherò»: così il presidente della commissione Telecomunicazioni della Camera, Alessandro Morelli.

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