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Data: 23/10/2022
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO
    IL MESSAGGERO

L'apertura dei sindacati «Valuteremo nel merito». La richiesta dei sindacati al governo di avviare subito un confronto ha trovato ieri il sostegno della neo ministra del Lavoro, Marina Calderone.

«Il momento che stiamo vivendo necessita di soluzioni frutto di un rinnovato dialogo sociale»


ROMA Il nuovo governo di Giorgia Meloni verrà giudicato sui fatti. Dai sindacati non ci sarà alcun pregiudizio, anche se ovviamente è partita subito la richiesta di confronto sulle misure da prendere per rispondere alle emergenze del Paese, a partire da quella del caro-bollette. Ma in evidenza, sull'agenda dei sindacati, ci sono anche la perdita del potere d'acquisto dei lavoratori, con l'inflazione ormai vicina a una crescita a due cifre, e gli interventi sulle pensioni per superare la legge Fornero e consentire l'uscita prima dei 67 anni di età (o dei 42 anni e 10 mesi di anzianità, 41 per le donne) senza eccessive penalizzazioni sull'assegno. Tutti dossier che secondo i sindacati il nuovo esecutivo deve affrontare discutendone e trovando soluzioni condivise con le parti sociali.
LE SOLUZIONI Nelle stesse ore in cui il nuovo esecutivo giura al Quirinale, Cgil Cisl e Uil - in piazza con i leader per la manifestazione nazionale sulla sicurezza sul lavoro - chiedono innanzitutto di essere coinvolti: troppo presto per una valutazione, «giudicheremo il merito» dell'azione, ripetono tutti e tre i segretari generali sulla stessa linea.
La richiesta dei sindacati al governo di avviare subito un confronto ha trovato ieri il sostegno della neo ministra del Lavoro, Marina Calderone. «Il momento che stiamo vivendo necessita di soluzioni frutto di un rinnovato dialogo sociale - ha dichiarato subito dopo aver giurato al Colle -. In questo momento - ha proseguito Calderone - è importante favorire il confronto affinché si possano trovare soluzioni condivise a beneficio del mondo delle imprese, dei lavoratori dipendenti e autonomi e più in generale di un mondo del lavoro sempre più inclusivo, contrastando forme di disuguaglianza e povertà».
Tra i dossier più caldi da affrontare con il nuovo governo, possibilmente prima della fine dell'anno, secondo i sindacati c'è sicuramente quello della previdenza. «Serve subito un accordo sulle pensioni per scongiurare lo scalone della legge Fornero», ha osservato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, riferendosi alla scadenza a fine anno di quota 102, che permette di andare in pensione con 38 anni di contributi e 64 anni di età. «Non accetteremo penalizzazioni che mettano sulle spalle dei più deboli il costo della crisi», ha detto ancora il sindacalista. Le pensioni, ha insistito, «non sono una gentile concessione del governo e dei parlamenti, sono salario differito. Sono un diritto». Insomma serve «una riforma che dia stabilità e inclusività al sistema previdenziale. Per garantire a tutti, a partire dai giovani, assegni dignitosi».
Ora comunque i sindacati attendono di vedere quali saranno le prime mosse dell'esecutivo. «Giudicheremo il governo per quello che farà - sono state le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini -. Ci attendiamo di essere coinvolti e che prima di prendere le decisioni discuta con i sindacati e con il mondo del lavoro. Ci aspettiamo che dia risposte concrete ai problemi che ci sono, a partire dall'emergenza bollette, dai redditi e dalle pensioni, dalla troppa precarietà». Poi Landini ha avvertito: «Sarebbe un grave errore» se l'esecutivo appena insediato «pensasse di affrontare i problemi contro il mondo del lavoro o senza coinvolgerlo. Se ci ascolterà avrà il nostro consenso, se andrà da un'altra parte difenderemo come sempre le nostre posizioni». «Lo attendiamo alla prova dei fatti», ha aggiunto sulla stessa linea Sbarra. L'obiettivo, secondo i sindacati, «è governare l'emergenza e costruire insieme, nel dialogo, una prospettiva di medio lungo periodo». «Siamo pronti a confrontarci appena ci chiamerà. Verificheremo i fatti», gli ha fatto eco il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri.
LA MANIFESTAZIONE Bollette e pensioni non sono comunque le uniche urgenze per i sindacati. In primo piano ci sono anche il lavoro, la precarietà e la sicurezza, che è stata al centro della manifestazione di ieri Roma: tre morti ogni giorno sono «inaccettabili», denunciano Cgil, Cisl e Uil, chiedendo di fermare «la strage». Le organizzazioni dei lavoratori chiedono più prevenzione e controlli, formazione e norme più severe. «Non sono morti bianche, sono omicidi sul lavoro. Chi è responsabile deve andare in galera», ha sottolineato Bombardieri. «Questa strage va fermata», ha scandito Landini, rilanciando la proposta di «dare soldi pubblici solo alle imprese che rispettano le norme sulla sicurezza».

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