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Data: 27/10/2022
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO
    IL MESSAGGERO

La lotta al caro energia Sul tavolo quattro progetti innovativi ma Legnini rivela le difficoltà per i treni

L'AQUILA L'Abruzzo scommette sull'idrogeno, si candida a diventare uno dei riferimenti in campo nazionale, una Hydrogen Valley che ne fatti già esiste perché il sito simbolo degli scandali ambientali, quello di Bussi, è ora un gioiellino già in grado di produrre questo elemento chimico che può risultare decisivo nel futuro prossimo per combattere il caro energia. Attenzione, però: rispetto a un novero importante di progetti in campo, innovativi e già in fase avanzata, ce n'è uno sul quale rischia di abbattersi una pietra quasi tombale. Parliamo dei treni a idrogeno sulla tratta ferroviaria L'Aquila - Sulmona - Terni per i quali Giovanni Legnini, commissario per l'emergenza sisma 2016-2017, ha sostanzialmente rivelato le grandi perplessità di Rfi, al limite della bocciatura. Di tutto questo, e soprattutto delle possibili ricadute in ambito economico e lavorativo dell'idrogeno, si è parlato ieri nel dibattito L'idrogeno per lo sviluppo sostenibile del territorio organizzato dall'Università dell'Aquila nella sede del Dipartimento di Scienze umane. Un confronto inserito nell'ambito del Festival dello sviluppo sostenibile promosso da Asvis, l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che ha declinato la sua presenza anche in Abruzzo.
I TEMI - Al centro della tavola rotonda c'è stato in particolare il progetto Hydrorec, messo in piedi dalla Società chimica di Bussi Spa. Un approccio multiapplicativo, nel senso che da Bussi, con un investimento già fatto di 40 milioni, parte un messaggio che varca i confini regionali: l'idrogeno può essere una soluzione fondamentale per una serie di applicazioni ad impatto rilevante per l'economia dei territori. Ovviamente come impatto rilevante si intende non quello delle emissioni che, anzi, si punta ad avvicinare allo zero con una produzione Green mediante elettrolisi. Ha introdotto i lavori Lelio Iapadre, pro-rettore allo Sviluppo sostenibile dell'Ateneo aquilano, sottolineando le grandi potenzialità dell'idrogeno. Più nel merito è entrato Giovanni Lolli, referente di Asvis Abruzzo e presidente dell'associazione Circolarmente. «Le questioni della sostenibilità - ha detto - sono state confinate per troppo tempo in un mondo etico. Invece ora sono piombate pesantemente nel mondo reale, investendo tutti noi in modo drammatico, facendoci capire quanto scellerati siamo stati a passare gli anni ignorando la dipendenza dalle fonti energetiche non rinnovabili. Gli aiuti non sono la soluzione, perché il problema è strutturale e durerà. Serve un altro modello di organizzazione economica del lavoro. Questa regione - ha incalzato Lolli - ha un'occasione per mettersi alla guida di un modello diverso visto che sul territorio c'è il più grande produttore di idrogeno italiano. E Bussi può diventare un hub centrale».
I DETTAGLI - La scena se l'è presa ovviamente Domenico Greco, amministratore delegato della Chimica Bussi, che ha acquisito sei anni fa dal gruppo Solvay il sito e lo ha rilanciato. Hydrorec, ha spiegato, è il progetto multi applicativo per valorizzare l'idrogeno che si produce mediante elettrolisi, quindi da fonti rinnovabili. Comprende quattro ambiti di applicazione: il trasporto pesante, ferroviario e l'automazione; lo sviluppo di prodotti chimici; il trasporto pubblico locale; la rete gas. Per quanto riguarda il trasporto pesante, l'idrogeno si presta bene per i mezzi dove c'è bisogno di coppia per cui una parte rilevante del suo sviluppo finirà in questo ambito per decarbonizzare il passaggio delle merci. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario di persone, invece, Greco ha detto che «c'è bisogno che le politiche coincidano con quelle pubbliche». Un altro sviluppo possibile riguarda i bus urbani locali in ecosistemi dedicati. Infine c'è la possibile introduzione dell'idrogeno nella rete del gas, per lo stoccaggio temporaneo e l'immissione vera e propria. Progetti che dovranno trovare concretezza entro il fine del 2024. Già in corso c'è Life3H, operativo con la Regione, per la realizzazione delle Hydrogen Valley, ovvero la costruzione di distributori di idrogeno lungo la fascia adriatica.

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