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Data: 03/09/2019
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO
    IL MESSAGGERO

La svolta di Di Maio: rinuncio a fare il vice Zingaretti: passi avanti. Oggi contaM5Ssu Rousseau. Appello di Conte agli iscritti: grande opportunità. Il segretario dem: è stato ridimensionato d’ora in poi trattiamo solo con il premier

In un video Luigi spiana la strada alla nuova coalizionemabordate al Pd


 

Il segretario dem: è stato ridimensionato d’ora in poi trattiamo solo con il premier

ROMA «Abbiamo tenuto il punto. Evitiamo toni trionfalistici ma ora è chiaro che il nostro interlocutore è Conte e non è assolutamente super partes, è lui che deve sbrogliare la matassa nel Movimento 5Stelle». Al Nazareno guardano con ottimismo all'ultimo miglio.
Il governo giallo-rosso è ad un passo. Ora saranno il segretario dem e il presidente del Consiglio incaricato a trovare un'intesa sui nomi che formeranno il governo. Nel Pd c'è il timore che ora Di Maio possa tenersi le mani libere, che anche qualora il voto su Rousseau registrasse il semaforo verde al nuovo esecutivo, il capo politico M5s possa in qualche modo vendicarsi' per essere stato estromesso dalle stanze di palazzo Chigi. Zingaretti non esclude di incontrare Di Maio in una seconda fase, ma ora ripete ai suoi il confronto è tra chi sta portando avanti la trattativa finale.
«A noi il ragionamento di un esponente della maggioranza dem non importa la votazione su Rousseau. E' Conte che deve occuparsi delle vicende interne ai pentastellati». Dunque il risultato portato a casa ieri con la rinuncia di Di Maio al ruolo di vicepremier viene ritenuto un successo importante. Era lo schema preferito dalla segreteria dem. Nessun vicepresidente del Consiglio.
DISCONTINUITÀ Ma in realtà è la mossa per far fuori in un colpo solo sia Salvini che Di Maio. E' quel segnale di discontinuità rispetto al governo giallo-verde che Zingaretti si aspettava. Ora nei panni del garante' del nuovo patto c'è Beppe Grillo. Non più l'attuale ministro dello Sviluppo e del Lavoro. «Di Maio osserva un altro dirigente del Pd è stato messo all'angolo proprio dal suo Movimento. Noi non c'entriamo. Ora la partita è a due». Anche Renzi in un primo momento preferiva che Di Maio fosse coinvolto maggiormente nella partita. «In questo modo ci mette la faccia, altrimenti il rischio è che torni piano piano da Salvini», la posizione iniziale. Poi l'ex segretario dem si è adeguato alla linea ufficiale. Garantendo che fosse Zingaretti a gestire tutta la partita.
LE PERPLESSITÀ Restano molte perplessitaànei gruppi parlamentari. «In questo modo osserva un ex ministro dem sia Di Maio che Renzi possono far saltare tutto tra qualche mese». Zingaretti però non ha avuto dubbi sulla strategia da portare avanti: «Renzi voleva Di Maio vicepremier osserva un deputato a lui vicino solo perché così avrebbe avuto un altro ministro». E sulle voci che continuano a rincorrersi sulla possibilità che Renzi possa costituire dei gruppi parlamentari subito dopo la nascita del governo i zingarettiani non si pronunciano. «Renzi dovrà agire pubblicamente per poi spiegarlo agli italiani», il refrain'. Dunque strada in discesa, anche se sui ministeri chiave i nodi restano irrisolti. Anche perché c'è da far fronte alle richieste che tutte le correnti dem hanno avanzato per avere una rappresentanza nel governo.
Il segretario del Nazareno affronterà il tema direttamente con Conte, ben sapendo che c'è anche la regia del Quirinale su Interni, Economia, Difesa ed Esteri. Per ora incassa i passi avanti sul programma. Al tavolo ieri a palazzo Chigi alla presenza dei capigruppo del Pd e del Movimento 5Stelle si è discusso su come sterilizzare la clausole di salvaguardia dell'Iva, della riforma sul salario minimo («è passata la nostra proposta», rivendicano i dem), del taglio del cuneo fiscale, della riforma costituzionale con la riduzione del numero dei parlamentari e la revisione dei regolamenti. Ma anche della legge elettorale in senso proporzionale.
LEGA FUORI L'obiettivo del Pd è di tagliar fuori Salvini, evitare che alle prossime urne possa avere la golden share' del governo. E' la mossa che Zingaretti aveva preparato da tempo. E' una delle ragioni per le quali i dem si sono convinti a fare un patto con il Movimento 5Stelle. «Ora Salvini sottolinea un big' del Pd verrà ridimensionato. E' iniziata la nostra riscossa».

 

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