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Data: 11/05/2023
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO

Linea ferroviaria, i sindaci «Ecco quello che non va» Dal tracciato all’interno dei centri abitati alla compatibilità ambientale del progetto. Intanto Rfi ha finanziato il raccordo del Centro di smistamento della Marsica

L'AQUILA A 150 anni dalla nascita della Roma-Pescara, la velocizzazione e il potenziamento della linea ferroviaria resta la sfida più importante da vincere per l'intero Abruzzo. Il fatto che l'opera sia strategica per il territorio trova tutti d'accordo, governo, Regione, Rfi, sindaci e cittadini abruzzesi, ma è sul metodo che ormai si è arrivati allo scontro aperto. Convinti che "il fine non può giustificare i mezzi", i primi cittadini di Chieti, Manoppello e San Giovanni Teatino continuano a dichiararsi contrari al progetto così come presentato. Un «No» convinto che i sindaci ribadiscono a seguito dell'ultima Conferenza dei servizi, convocata da Rfi nei giorni scorsi a Roma sui lotti 1 e 2. Prosegue anche la battaglia legale con i ricorsi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, contro giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del ministero dell'Ambiente.
LA VISIONE - Secondo i primi cittadini, si sta riprogettando una ferrovia «con una visione arcaica», «non tenendo conto dello sviluppo economico, residenziale e commerciale avuto negli anni». Se da una parte dunque il presidente della Regione, Marco Marsilio, ribadisce l'importanza di ridurre il deficit infrastrutturale del versante adriatico, dall'altra gli amministratori locali non accettano «progetti imposti dall'alto, che stravolgono la pace sociale e strutturale del territorio» e promettono battaglia.   Il sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente, che nelle scorse settimane aveva sollevato l'urgenza di trovare una soluzione che non penalizzasse il territorio, torna alla carica sul tema: «Come posso dire che mi sta bene un progetto che ho sempre bocciato - spiega -. Questo progetto lo rimando a chi lo ha fatto. Non accetto un progetto che distrugge il territorio: senza una modifica del tracciato per Manoppello e l'interramento che coinvolge i comuni di San Giovanni Teatino e Chieti saremo distrutti. Punto, non c'è molto altro da aggiungere. Nel caso di San Giovanni Teatino si va a "tagliare" un paese che vive su Corso Italia, una via indispensabile e di connessione a tutta la mobilità cittadina, parliamo di 15 milioni per 400 metri di territorio, 15 milioni buttati sul "Muro di Berlino". Non lo accetterò mai questo».
Il sindaco ricorda che la contrarietà non è all'opera, di cui l'utilità non è mai stata messa in discussione, ma all'attuale progetto che «non tiene conto delle criticità sollevate e delle soluzioni ipotizzate»: «A cosa serve la convocazione dei tavoli? A prenderci in giro? Si vuole inaugurare l'opera? Benissimo, si inauguri un'opera costruttiva e non distruttiva».  Tra la proposta di un interramento, le rimostranze delle famiglie «che rischiano la demolizione delle loro case» e i «danni al territorio», un altro problema sollevato è quello relativo alle macerie. Il presidente della commissione sulle Ferrovie di Chieti, Vincenzo Ginefra, parla di «una portata distruttiva per la residenzialità e l'ambiente, persino per le macerie di risulta che si creerebbero durante il percorso». Accanto a queste motivazioni «si aggiunge la disparità di trattamento su due ulteriori aspetti, la presenza di una cabina elettrica, funzionale alla velocizzazione, ma una nuova ipoteca per noi, la cui realizzazione viene stralciata dalla conferenza, aggirando una procedura, cosa che noi non possiamo consentire - aggiunge Ginefra - Il progetto poteva essere fatto in modo corretto, non siamo stati ascoltati, rischiamo di ritrovarci un'opera tossica per il territorio».
LE DECISIONI - «Non comprendiamo - prosegue il sindaco di Chieti, Diego Ferrara - il perché siano stralciati dal progetto e dalla conferenza altre due decisioni impattanti sul territorio: la viabilità di progetto NV02 che taglierà in due Brecciarola isolandola e un elaborato di Terna per alimentare l'opera».   Mentre prosegue lo scontro sulla Roma-Pescara, il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, rende noto che «Rfi ha comunicato formalmente l'attuazione dell'accordo tra il presidente della Regione e il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale sul progetto "Raccordo Ferroviario del Centro smistamento merci della Marsica", per un importo complessivo di 300 mila euro. Lo scorso 5 maggio sono stati portati a conclusione i lavori di adeguamento tecnologico per il collegamento al raccordo ferroviario del Centro smistamento. Un altro segnale della politica del fare del presidente Marsilio intervenuto per completare e rendere idonea una struttura che per decenni era rimasta senza raccordo ferroviario, una grave carenza di cui anche la precedente amministrazione regionale non aveva tenuto conto».

11 maggio 2023 il messaggero

 

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