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Data: 12/10/2022
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO
    IL MESSAGGERO

Mancati lavori sui viadotti, Strada dei parchi in aula

Nuova udienza preliminare, questa mattina a Pescara, del procedimento sulla mancata manutenzione dei viadotti che vede sotto accusa sette figure di vertice di Strada dei Parchi, la società del gruppo Toto che deteneva la concessione di A24 e A25. Come noto, infatti, nel luglio scorso il Governo ha revocato la concessione per gravi inadempienze. Inadempienze come quelle che vengono contestate dal pm Luca Sciarretta all'amministratore delegato della società, Cesare Ramadori, al presidente del Cda, Lelio Scopa, al direttore generale Gino Lai, al responsabile del settore viabilità Marco Pellicciardi e ai dirigenti del settore tecnico Marco Carlo Rocchi, Mario Bellesia e Gabriele Nati. Le accuse sono di inadempimento dei contratti di pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti. Spetterà al gup Nicola Colantonio decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio. I legali di alcuni imputati, questa mattina, potrebbero formalizzare le richieste di accesso al rito abbreviato. In ogni caso difficilmente si potrà dare inizio alla discussione, dal momento che diversi difensori hanno annunciato il deposito di ulteriore documentazione e occorrerà del tempo per poterla esaminare. Al centro del procedimento le condizioni dei viadotti Popoli, Bussi, Gole di Popoli e Svincolo di Bussi. Secondo la procura i vertici di Strada dei Parchi non avrebbero ottemperato agli obblighi previsti dalla convenzione di concessione stipulata nel 2009 con Anas e poi rimasta in vigore con il ministero delle Infrastrutture. In particolare gli imputati, secondo l'accusa, sarebbero responsabili della mancata esecuzione dei «dovuti interventi di manutenzione ordinaria, sia predittivi sia di riparazione, con l'effetto di determinare avanzati stadi di degrado manutentivo». Inoltre avrebbero fornito al ministero «informazioni e dati insufficienti e generici», in modo tale da non consentire al ministero «di verificare entità e tipologia degli interventi di manutenzione ordinaria programmati ed eseguiti». E «per effetto di tali inadempimenti scrive il pm facevano mancare opere necessarie ad un pubblico servizio, non assicurando la funzionalità e l'esercizio in sicurezza della A25 Torano-Pescara». Proprio i rischi per la sicurezza hanno fatto scattare l'ulteriore contestazione, legata alla mancata effettuazione «delle idonee verifiche di sicurezza dei viadotti, in considerazione della evoluzione dei mezzi di trasporto e dei possibili carichi in transito» e alla mancata adozione «delle necessarie misure volte a regolamentare e limitare il transito dei veicoli». Intanto prosegue il contenzioso sulla revoca della concessione: il Tar, qualche settimana fa, ha bocciato uno dei ricorsi, ma il 7 dicembre si entrerà nel merito e non si escludono sorprese.


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