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Data: 06/11/2022
Testata Giornalistica: IL CENTRO
    IL CENTRO

Masci: limite a 30 all'ora presto in tutta la città, così ci sarà più sicurezza L'annuncio: «A Pescara la velocità media è di 21 chilometri orari, si rassegnino gli irriducibili. Il rispetto delle regole è indice di civiltà»

PESCARA «Il percorso è tracciato», ed è quello di una città dove si circolerà a 30 chilometri orari, non di più, come avviene anche altrove. Lo annuncia il sindaco Carlo Masci per spiegare la sua filosofia ai pescaresi, prendendo spunto da quello che accade a Bologna, dove il primo cittadino «ha introdotto in tutta la città il limite di 30 chilometri orari», a partire da giugno 2023, fatta eccezione per alcune strade. «A Pescara, invece, l'introduzione del limite di 30 all'ora su viale Marconi, in linea con la Riviera e altre vie, dove questo limite è già presente da anni, alimenta le polemiche infinite dei soliti noti», prosegue Masci facendo riflettere su un aspetto. «La sicurezza in strada passa proprio attraverso la diminuzione della velocità di crociera. E tra poco in tutte le città d'Italia sarà introdotto il limite 30, come già succede in Europa e in America. Si rassegnino gli irriducibili, chi pensa "la strada è mia e faccio quello che voglio"». Ma a Pescara gli automobilisti sono pronti per le zone 30?«A Pescara la velocità media è di 21 chilometri orari, in realtà. Nessuno va a 50 chilometri orari, e chi lo fa è un pericolo pubblico. Quindi ritengo che la città sia preparata, sì, anche se alcuni continuano a strillare perché pensano che la strada sia la loro. Il rispetto delle regole dipende dalla civiltà personale e per chi non si attiene ci sono e devono esserci le sanzioni. Ma io credo che la maggior parte degli automobilisti sia disciplinata. E comunque in Europa queste regole ci sono già. Noi vogliamo che Pescara resti ferma? Lo è stata troppo tempo, ora ha ripreso movimento, anche se a qualcuno crea dei problemi. Io credo che la maggior parte dei pescaresi apprezzi quello che stiamo facendo».In questi giorni sono apparsi i cartelli della zona 30 in viale Marconi, e lì le polemiche non si fermano mai.«Abbiamo accolto una richiesta della Fiab, per viale Marconi, dove è stato creato un ordine diverso rispetto al passato. Prima la viabilità era organizzata in funzione delle macchine. Ma se avessimo lasciato tutto così, come avremmo potenziato il mezzo pubblico, che è il nostro obiettivo? Abbiamo ragionato in funzione dei nuovi elementi, cioè le corsie preferenziali per i bus. E non si può più pensare di avere i parcheggi davanti ad ogni negozio: o meglio, uno sì, cento no. Ma ho notato che mentre il parcheggio di piazza Unione resta vuoto, le auto parcheggiano sulla corsia preferenziale. È una questione di civiltà ed educazione. Ci sono persone che pensano di essere più furbe delle altre. È questa la città che vogliamo? Credo di no. Ragionando in termini di sicurezza, le statistiche ci dicono che se una persona viene investita da un mezzo che va a 30 all'ora non si fa niente ma se il mezzo va a 50 all'ora le conseguenze sono gravi. Quei 20 chilometri fanno la differenza, salvano la vita. E comunque ci saranno più posti auto con il parcheggio di fronte al Circolo tennis».Ma c'è chi non si adegua alle regole, lo dicono i fatti.«Per chi viaggia ad una velocità consona non cambia niente. La zona 30, che esiste già in altri punti della città, è una regola e va rispettata, non dobbiamo alzare bandiera bianca contro coloro che non rispettano le regole, anzi queste persone vanno sanzionate. Certo, la polizia municipale non può stare dappertutto. Però il fatto che non ci siano i vigili in strada in un determinato momento non giustifica l'infrazione. In una città civile, è il cittadino che si autoregola».

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