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Data: 05/11/2019
Testata Giornalistica: ABRUZZOWEB
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Tua: dismissione sede Chieti, spunta un avviso per ricerca nuovo immobile

CHIETI - C'è un nuovo capitolo nella vicenda della sede teatina della società unica di trasporto abruzzese, Tua SpA, quella che il presidente Gianfranco Giuliante ha deciso di smantellare per la necessità di attuare la spending review e, soprattutto, a causa della presenza di amianto, paventando i rischi di una bomba ecologica al centro di Chieti.

Nei giorni scorsi la Tua ha pubblicato un avviso pubblico di manifestazione di interesse per la ricerca di un immobile da adibire a piazzale di sosta per gli autobus al fine di venire incontro alle richieste di un territorio che da subito ha espresso la propria contrarietà alla dismissione della sede attuale, un atto reputato lesivo non solo per i dipendenti ma anche per l'economia cittadina.

Secondo l'avvocato Federico Gallucci, proprietario insieme alla famiglia dei due capannoni che per 40 anni hanno ospitato prima il deposito Arpa e, dopo la fusione, quello della Tua, si tratta di avviso almeno "bizzarro".

Infatti, nel testo, si legge: "il carattere del presente procedimento è puramente ricognitivo e non costituisce obbligo per la Società. Infatti la Tua potrà sempre decidere di non acquisire in locazione passiva e/o acquistare alcun immobile, ancorché in possesso dei requisiti richiesti con il presente avviso". E ancora: "L'immobile in oggetto dovrà essere situato nel territorio comunale distante, in linea d'aria, massimo 5 chilometri dal capolinea della stazione ferroviaria di Chieti ed ubicato, preferibilmente, in aree con destinazione d'uso artigianale e/o industriale, ovvero in aree a loro direttamente adiacenti".

"Praticamente viene chiesto l'impossibile ma, soprattutto, stanno tagliando fuori la nostra sede", commenta Gallucci. 

Quella della famiglia Gallucci è un'area di oltre 6mila metriquadri, di cui 1.200 coperti, con a servizio oltre 5mila mq di parcheggi a terrazze, e che ospita officina meccanica, lavaggio, uffici ed ha assegnata una flotta di circa 70 autobus. Il canone è di 100mila euro annui e il contratto, rinnovato quando era presidente Luciano D'Amico, porta la scadenza del 2023. Secondo le intenzioni, il distretto dovrebbe essere accorpato alla sede pescarese dell'azienda.

Per quanto riguarda i criteri per la manifestazione di interesse al nuovo avviso, si legge: "consistenza minima 4mila metriquadri in un unico lotto di terreno, pavimentato con conglomerato bituminoso, idoneo per traffico pesante, segnaletica stradale e sicurezza, completamente recintato, illuminato, varchi carrai separati per accesso e uscita autobus...." e ancora, "nell'ambito del piazzale dovrà essere prevista una struttura autonoma, idonea ed adeguata per lo svolgimento in successione delle operazioni di rifornimento gasolio, pulizia interna e lavaggio esterno autobus, nonché di controllo livello liquidi". Poi "piccolo fabbricato da adibire a servizi assistenziali con caratteristiche minime, costituito da un ufficio (minimo 2 persone), locale ricovero personale viaggiante con capacità ricettiva (minimo 10 persone), servizi igienici dotati di spazi antibagno divisi per mashi e femmine".

Leggendo l'avviso, dice Gallucci, "ci si rende conto che si parla di aria fritta. Si tratta di un'ultima disperata mossa per dare a credere che l'impegno a mantenere una sede a Chieti ci sia, ma non capiamo a che scopo. Basti pensare che solo la nostra sede è dotata dei requisiti richiesti, salvo aggiungere questa 'clausola' dei 5 chilometri dal capolinea, per tagliarci definitivamente fuori nel caso in cui non potessero più accampare la scusa dell'amianto".

Giuliante ha parlato di una relazione tecnica della quale però, fino ad oggi, nessun altro è riuscito a prendere visione e, successivamente, la compnente teatina del Cda Anna Lisa Bucci, ha dichiarato: "l'attuale Cda, appena insediato, è stato messo davanti alla urgente e improcrastinabile necessità di tutelare i lavoratori e la loro salute che non poteva essere più messa a rischio della presenza di amianto".

Ma, a differenza di quanto asserito da Giuliante e Bucci, sottolinea Gallucci, "Il pericolo delle polveri o fibre di amianto sul sito non esiste in quanto la proprietà ha già provveduto a bonificare l'area nel 1996 e, come se non bastasse, immediatamente dopo le dichiarazioni rilasciate da Giuliante, abbiamo anche fatto eseguire, sempre a nostre spese, campionature di verifica da due società specializzate, le quali hanno riconfermato l’assenza di polveri di amianto nel sito".

Intanto, il consigliere comunale Pietro Diego Ferrara, della lista Chieti per Chieti, ha presentato la richiesta di consiglio comunale straordinario per discutere delle problematiche inerenti lo smantellamento del distretto Tua.

Una mozione alla quale si sono associati anche gli altri consiglieri e che arriverà in Consiglio venerdì, giorno in cui l'assise sarà chiamata a pronunciarsi sulla opportunità che il distretto resti a Chieti e sulla presenza del pericolo di amianto.


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